Questa roba fa scafo
Ecco a cosa si ispirano gli arredatori delle barche a vela

Ho comprato e consumato un paio di riviste che presentano le novità veliche 2011. Contemporaneamente, grazie ai giorni di vacanza, ho guardato e riguardato un mucchio di film. Dalla curiosa unione ho scoperto dove si ispirano gli arredatori d’interno delle barche a vela.

Le barche di stampo classico sono arredate copiando di sana pianta il mobilio di Revolutionary Road. Ambientato nei primi anni cinquanta, il film mostra la vita di una perfetta coppia infelice all’epoca del sogno americano. Lo stesso legno scuro, la stessa pesantezza rococò, la stessa tristezza.
Le barche di stampo moderno-performante sono arredate copiando il mobilio di Manhattan. È il film cult di Woody Allen: mobili più squadrati e leggeri (ma del 1979!), colori chiari, un filo di pop art tra cucina e bagno.
Mi viene il dubbio: se la barca dovesse affondare, il battello di salvataggio – che è chiuso nel gavone e nessuno ha mai visto – sarà mica ispirato alla Zattera delle Meduse?
Matteo Rinaldi
gennaio 10th, 2011 - Posted in Chi non vela è un vile | | 1 Comments
Voto Wiki
Ho partecipato alla campagna di finanziamento Wikipedia. Felice di essere stato in ottima compagnia
L’immagine di campagna con cui Wikipedia – l’enciclopedia gratuita on line – ha chiesto aiuto a chi s’informa sulla rete. Milioni di strepitosi risultati
Nella vita non ho vinto molto spesso. Elezioni: pochissime. Partite di calcio: meno ancora. Ma guai a mollare. Quando ho letto l’appello del fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, che chiedeva una donazione per portare avanti il progetto della più grande enciclopedia on line al mondo, ho pensato che fosse doveroso contribuire.
Tanto più che la uso a raffica, Wikipedia. E raramente mi delude. Qualche volta ho inviato correzioni a piccole imperfezioni nei testi. La biografia italiana di George Orwell, ad esempio, qualche anno fa conteneva errori evidenti: tempo qualche settimana e, fatti i doverosi controlli, hanno corretto.
Un collega della carta stampata mi ha spiegato qualche settimana fa che Wiki è una baggianata: “La prima cosa che dico ai giovani giornalisti è di non pensare che l’enciclopedia on line sia vangelo: bisogna informarsi, informarsi, informarsi!”.
È vero, non è la bibbia né il vangelo. Ma è vero anche che lui, e molti come lui, confondono l’arte di informarsi con l’arte di trascrivere e pubblicare qualunque cazzata (la chiamano dichiarazione, ma è la stessa cosa) del potente di turno. Ci hanno costruito carriere, su quest’arte.
Dunque ho spedito i miei 50 euro. Una cifra mica da ridere, però sensata: con cinquanta euro ti comperi al massimo un bel dizionario. Un’enciclopedia costa cinque volte tanto.
Pensavo avrebbero raccolto pochi spiccioli: l’ennesima occasione sprecata. Leggo in questi giorni che hanno superato 15 milioni di dollari grazie a centinaia di migliaia di donazioni. Bene. Felicissimo di aver partecipato. Vado subito a vedere cos’è il ghindante e a leggere la biografia completa del regista tedesco Robert Wiene. E anche le foto dell’emergente tennista serba Ana Ivanovic, già che ci sono. Non vorrei che i puristi della carta stampata si facessero strane idee.
Matteo Rinaldi
gennaio 5th, 2011 - Posted in Chi non legge non regge | | 2 commenti


