Una tragica fatalità
Estratto live da una lezione pratica di navigazione per patente comando unità da diporto. Voce dell’istruttore.
“Sta sempre ‘tento, sacranon! Mai distrarte. Un ocio ala carta nautica. Varda davanti intanto! Un ocio al’acqua. Varda a sinistra nel fratempo. Un ociata anca al mar: dal color de l’acqua te capissi el fonda’e. Varda el gipiese, ogni tanto. E do oci alla costa. Ansi: almanco oto oci alla costa. Sempre. Mai, mai, mai massa vixin ala costa. Mai sacranon! Un’ociada al’ecoscandajo. Mai dismentegarte.”
“Varda anca a dritta però! Un ocio ala strumentaxion. E varda anca in alto, che non se sa mai. Un’altra ociada all’ecoscandajo, intanto. Sempre. E varda anca in basso. Quanti oci te xe rimasti? No importa, un ocio anca indrìo“.
Lungo respiro, cinque secondi di pausa. Poi ricomincia daccapo:
“Sta sempre ‘tento, sacranon! Mai distrarte. Un ocio alla carta nautica. Varda davanti intanto!…” (senza sosta, per mesi, mesi e mesi).
Bisogna assolutamente che uno se la vada a cercare.
Matteo Rinaldi
gennaio 16th, 2012 - Posted in Chi non vela è un vile | | 3 commenti

on gennaio 16th, 2012 at 12:23 PM
Le tragedie sono sempre da rispettare, non sai mai a chi capitano, anche nelle migliori prospettive e massima buona volontò. Ma sacranon lassar la plancia quando se xe rente la costa con quele secche, xe proprio de mona!
de peso i doveva riportarlo in barca e lassarlo imbragà nel vuoto della plancia fino che no’ i ga finì de ingrumar l’ultimo corpo!
on gennaio 16th, 2012 at 6:11 PM
Ho avuto per 26 anni un marito che era stato un marittimo. Aveva rifiutato di diventare nostromo, era rimasto marò, fino all’ultimo imbarco che aveva fatto nel 1985. Diceva sempre che il mare non lo conosci mai, che non lo devi sottovalutare ma temere e rispettare. Gli ho sentito dire tante volte che non tutti quelli che avevano delle qualifiche erano poi competenti per forza, oggi con tutte le tecnologie che ci sono a bordo di queste città galleggianti si sottovalutano tanti aspetti. Io a questo signore non gli farei manco più guidare la macchina..
on gennaio 21st, 2012 at 11:01 AM
A petenare i gransi ghe ghemo provà tuti.
MA NO CON 4500 ( quattromilacinquecento)
PERSONE A BORDO.
Questi passaggi ravvicinati sono consueti,vedi Giudecca,fanno partedel gioco. Le capitanerie hanno sempre saputo e tollerato. Cambierà?