Gom’orra senza apostrofo
Vi riporto un pezzo di Alessandro Gnocchi tratto da Giornale. L’autore prende per i fondelli Saviano, con stile e con valide ragioni. A me Saviano piace moltissimo, sia quando parla (vedi post al riguardo) sia quando scrive. Il che non mi impedisce di apprezzare le critiche, anche feroci. Questa per me è buona comunicazione. O se preferite, buon giornalismo. (m.r.)
Alessandro Gnocchi scrive decisamente meglio di come veste
Se lo stesso errore di grammatica lo avrebbe fatto un giornalista, il direttore lo licenziava dopo averlo sgridato forte. Se invece lo avrebbe fatto uno studente in un tema, la professoressa ci dava cinque dopo averlo sgridato forte. Invece l’errore l’ha fatto lo scrittore Roberto Saviano, e la sua immagine, secondo illustri commentatori quali Beppe Severgnini del Corriere della Sera, ne è uscita fortemente migliorata.
I fatti. Saviano, adepto del social network Twitter, posta un cinguettio in un italiano lievemente discutibile: «Khadz Kamalov, un giornalista coraggioso, è stato ucciso. 70 giornalisti uccisi in Russia. Qual’è il peso specifico della libertà di parola»?
Alla domanda non sappiamo rispondere, essendo ignoranti sui massimi sistemi, in compenso il peso specifico di quell’accento tra «Qual» ed «è» è sufficiente (o sufficente?) per essere bocciati alla maturità. Tutto qui. Niente di speciale. Chi non fà errori di ortografia per distrazione, per sonnolenza, perché i tasti del pc sono vicini, troppo vicini, scagli il primo iPad.
Bastava farci sopra una risata, senza troppi patè d’animo. Invece Saviano, icona del bello scrivere secondo molti ma non tutti (Antonio Socci ha documentato lo stile trasandato della prosa savianesca), ha voluto rincarare la dose. Non ha detto come un grandissimo uomo del XX secolo: «Se sbaglierò, mi corigerete». Di essere correggiuto dai suoi followers, o fedeli, o fan, l’autore di Gomorra non ne ha voluto sapere. E ha replicato con dubbia modestia, di certo un po’ scherzando ma comunque paragonandosi a un Premio Nobel e a un geniale autsaider delle patrie lettere: «Ho deciso continuerò a scrivere qual’è con l’apostrofo come Pirandello e Landolfi».
Giusto. Le convenzioni borghesi come la grammatica non vanno smontate dall’interno ma attaccate frontalmente. Se poi, oltre a Pirandello e Landolfi, c’è l’avallo (o avvallo, non mi ricordo mai) di un pezzo grosso come Severgnini, davvero non c’è problema. «L’ha corretto, ma non deve vergognarsi – scrive Severgnini – Tutti sbagliamo, e su Twitter non esistono correttori automatici. Non solo: quell’apostrofo è la prova che Saviano, i tweet, se li scrive da solo». Che autenticità meravigliosa, in quello sfondone. Anche Gianni Riotta ha tentato una difesa d’ufficio sul web, tomi di grammatica alla mano, ma era una evidente gentilezza verso un amico.
Ora urge riunione di redazione in via Solferino per decidere la linea. Pochi giorni fa, un’altro autorevole editorialista del Corriere, Gian Antonio Stella, aveva redarguito l’onorevole Michaela Biancofiore, chiedendosi chi l’avesse promossa alle elementari, visto che la deputata Pdl inciampa su accenti e apostrofi («senza sentire n’è i dirigenti del Pdl n’è verificare la sensibilità degli elettori…»).
Ecco la risposta: l’onorevole Biancofiore è stata promossa dallo stesso maestro che ha promosso lo scrittore Saviano.
Alessandro Gnocchi
gennaio 12th, 2012 - Posted in Chi non ride si rode | | 5 commenti


on gennaio 12th, 2012 at 4:03 PM
Saviano piace anche a me, ma avrebbe dovuto incassare il rimbrotto con una battuta autoironica ed elegante. Invece la battuta su Piandello suona fastidiosa, tronfia.
Tant’o gli dovevo.
on gennaio 12th, 2012 at 9:06 PM
Mah, la chiusura dell’articolo mi fa pensare male, sarà forse un riflesso condizionato. Mi sembra la solita linea del Giornale: quando sono i “nemici” a sbagliare li si bastona, quando sono gli amici si dice che “cosi fan tutti”, mescolando nel calderone Saviano, Severgnini, Riotta e Stella, tutti nomi poco amati sulle colonne del Giornale. Che poi Saviano si sia inalberato come il primo della classe beccato a sbirciare il bigliettino, non c’è dubbio
on gennaio 13th, 2012 at 2:12 PM
Sulla grammatica si può inciampare. Ma è sulla sintassi che Saviano secondo me fa dei gran capitomboli. Gomorra è uno splendido libro, ma scritto male: provate ad analizzarlo senza farvi trasportare dall’entusiasmo del racconto e scoprirete che ci sono frasi che non stanno in piedi, che non si chiudono, che lasciano in sospeso…
on gennaio 19th, 2012 at 5:49 PM
http://WWW.TUTTAINVIDIA.COM
on gennaio 20th, 2012 at 3:58 PM
http://www.nonesserefacilone.it