Celentano e le meraviglie della laguna
M’imbatto su Yuppi Du restaurato da Sky. Film demenziale, ma ci voleva Celentano per valorizzare terra e mare attorno a Venezia
Contenuti: molleggi 50%, mollezze 50%, monnezze 0%

Nella foto: Adriano dietro la macchina da presa mentre gira Yuppi Du. I luoghi, bellissimi, fanno perdonare l’incredibile voga incrociata con cui finge di portare la gondola
Però un merito ce l’ha questa storia, la cui trama si può riassumere così: Celentano è un pescatore che non pesca molto (e si capisce perché: guida la gondola seduto, con due remi e per di più incrociati) e si ritrova con una figlia (Rosita, figlia anche nella vita reale), una giovane moglie (Claudia Mori, moglie anche nella vita reale) e una prima moglie morta suicida (Charlotte Rampling, purtroppo per lui niente rapporti nella vita reale). I suoi amici, tra cui il grande Lino Toffolo (lui sa recitare davvero: perfino remare) sono sempre malvestiti peggio di lui (e qua assomigliano proprio ai veneziani veri), ma non bestemmiano mai (e qua si vede che è un falso).
Nella foto: l’inquietante manifesto di Yuppi Du. Se avete tra i trentacinque e i sessant’anni e vi lascia insensibili, non siete umani.
Poi la moglie torna d’improvviso dal suicidio. Aveva fatto finta, la furbona, per scappare a Milano con un riccone. Celentano s’incazza un po’ con battute non proprio destinate alla storia: “Potevi almeno farci trovare il corpo. Lo abbiamo cercato per mesi e mesi. Eh, che ti costava farmi trovare il corpo?” e non si capisce se è una battuta o se parla serio. E poi via con i balli – un via di mezzo tra West Side Story e Hair – con un duetto mica male Celentano-Rampling in cui lei balla con i seni al vento, piccoli ma impeccabili. E poi? E poi scusate ma mi sono distratto: la Rampling torna a Milano, lui la insegue, le donne sono tutte traditrici, un amico muore in porto, Marghera è così inquinata che tutti camminano e ballano con la maschera antigas.
Però che bello vedere la laguna così lontana dall’immagine cartolina a cui siamo abituati. La laguna di Celentano è proprio uguale a quella che vivi in barca a vela, con tanto verde, silenzio, acqua tranquilla, corrente. Dopo un film così, non puoi non pensare: “Che fortunato sono a poter raggiungere un luogo simile nel giro di un’ora”. E pazienza se troppo spesso ti limiti a pensarlo. A proposito, perché in tutti i film girati a Venezia vedi sempre e solo Venezia e mai questi posti strepitosi?
Per la cronaca: buona parte del film è girata in un’isola minore, San Giorgio in Alga, poco distante da Venezia eppure remota come tutte le isole al di fuori del triangolo Murano-Burano-Torcello. Obbligatorio uno sbarco, gentile ma deciso, tra fine settembre e ottobre.

Nella foto: San Giorgio in Alga
Matteo Rinaldi
settembre 15th, 2008 - Posted in Chi ha Sky non lo fa mai | | 5 commenti

on settembre 15th, 2008 at 6:11 PM
non ci credo che ti serva celentano per scoprire venezia. Non hai l’hobby della vela, tu???
A proposito, come ci si arriva, a s. giorgio in alga? Ci porti tu, a tutti quanti? (Non mi ha mica l’aria di un’isola servita dal vapor)
on settembre 15th, 2008 at 8:56 PM
San Giorgio in Alga è oggi di proprietà della Curia di Venezia. Vi erano palazzi e tesori, ma decadde e venne destinata a polveriera, come molte isole della laguna. Seguirono incendi, devastazioni, esplosioni: oggi, dopo gli immancabili furti, è in totale abbandono. Altro che vaporetto.
Le uniche isolette in buono stato sono quelle che hanno comperato gli stranieri.
(da “Navigar in Laguna”, di Guido Fuga e Lele Vianello, gran bel libro)
on settembre 15th, 2008 at 10:12 PM
Il film non l’ho mai visto, ma la canzone… quella è stata una delle colonne sonore della mia infanzia, alla Colonia Marzotto di Jesolo. Su Celentano solo una battuta: un giorno gli chiesero cosa pensasse dei giovani. Lui rispose – dopo averci pensato su: i giovani? Troppo vecchi per me.
on settembre 16th, 2008 at 9:27 AM
Ottima risposta.
Oggi però risponderebbe: “A prescindere dal fatto che l’età grafica è un’avariabile troppo complessa, i giovani sono tali in quando non ancora vecchi. Però anche i vecchi sono tali per cui non ancora giovani. E allora io dico: gioventù buona, vecchiezza cattiva. Cattività vecchia, bontà giovane. Pace bene, guerra male. Natura bene, industria male. Silenzio bene, rumore male…” (Avanti così per ore)
on giugno 26th, 2009 at 5:48 PM
YuppiDu è uno spot occulto alle sigarette. Quanto fumano tutti i protagonisti?