Celentano e le meraviglie della laguna

M’imbatto su Yuppi Du restaurato da Sky. Film demenziale, ma ci voleva Celentano per valorizzare terra e mare attorno a Venezia

Contenuti: molleggi 50%, mollezze 50%, monnezze 0% 

Nella foto: Adriano dietro la macchina da presa mentre gira Yuppi Du. I luoghi, bellissimi, fanno perdonare l’incredibile voga incrociata con cui finge di portare la gondola 

Lo ricordavo vagamente questo film di Celentano, che ha il solo merito di essere invecchiato nell’indifferenza. È la caratteristica obbligata per essere rivalutati oggi. Succede con tutti gli insuccessi degli anni settanta, purché kitsch e capaci di riaccendere nei critici e nella stampa il ricordo della giovinezza passata. Non vedo altra ragione per cui un filmaccio così sgangherato sia oggi considerato dai giornali “un irriverente affresco degli anni Settanta che già denunciava il dramma delle morti sul lavoro, l’insana corsa alla ricchezza e il disastro ambientale italiano“. A me pare soprattutto un film che denunciava, questo sì con trent’anni d’anticipo, la follia di un Celentano che già allora si divertiva a gridare al mondo il suo pensiero. Senza purtroppo aver capito quale fosse, il suo pensiero.

Però un merito ce l’ha questa storia, la cui trama si può riassumere così: Celentano è un pescatore che non pesca molto (e si capisce perché: guida la gondola seduto, con due remi e per di più incrociati) e si ritrova con una figlia (Rosita, figlia anche nella vita reale), una giovane moglie (Claudia Mori, moglie anche nella vita reale) e una prima moglie morta suicida (Charlotte Rampling, purtroppo per lui niente rapporti nella vita reale). I suoi amici, tra cui il grande Lino Toffolo (lui sa recitare davvero: perfino remare) sono sempre malvestiti peggio di lui (e qua assomigliano proprio ai veneziani veri), ma non bestemmiano mai (e qua si vede che è un falso).

Nella foto: l’inquietante manifesto di Yuppi Du. Se avete tra i trentacinque e i sessant’anni e vi lascia insensibili, non siete umani.

 Poi la moglie torna d’improvviso dal suicidio. Aveva fatto finta, la furbona, per scappare a Milano con un riccone. Celentano s’incazza un po’ con battute non proprio destinate alla storia: “Potevi almeno farci trovare il corpo. Lo abbiamo cercato per mesi e mesi. Eh, che ti costava farmi trovare il corpo?” e non si capisce se è una battuta o se parla serio. E poi via con i balli – un via di mezzo tra West Side Story e Hair – con un duetto mica male Celentano-Rampling in cui lei balla con i seni al vento, piccoli ma impeccabili. E poi? E poi scusate ma mi sono distratto: la Rampling torna a Milano, lui la insegue, le donne sono tutte traditrici, un amico muore in porto, Marghera è così inquinata che tutti camminano e ballano con la maschera antigas.

Però che bello vedere la laguna così lontana dall’immagine cartolina a cui siamo abituati. La laguna di Celentano è proprio uguale a quella che vivi in barca a vela, con tanto verde, silenzio, acqua tranquilla, corrente. Dopo un film così, non puoi non pensare: “Che fortunato sono a poter raggiungere un luogo simile nel giro di un’ora”. E pazienza se troppo spesso ti limiti a pensarlo. A proposito, perché in tutti i film girati a Venezia vedi sempre e solo Venezia e mai questi posti strepitosi?

Per la cronaca: buona parte del film è girata in un’isola minore, San Giorgio in Alga, poco distante da Venezia eppure remota come tutte le isole al di fuori del triangolo Murano-Burano-Torcello. Obbligatorio uno sbarco, gentile ma deciso, tra fine settembre e ottobre. 

Nella foto: San Giorgio in Alga

Matteo Rinaldi

settembre 15th, 2008 - Posted in Chi ha Sky non lo fa mai | | 5 commenti

5 Responses to ' Celentano e le meraviglie della laguna '

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  1. chiaratiz said,

    on settembre 15th, 2008 at 6:11 PM

    non ci credo che ti serva celentano per scoprire venezia. Non hai l’hobby della vela, tu???

    A proposito, come ci si arriva, a s. giorgio in alga? Ci porti tu, a tutti quanti? (Non mi ha mica l’aria di un’isola servita dal vapor)

  2. Matteo Rinaldi said,

    on settembre 15th, 2008 at 8:56 PM

    San Giorgio in Alga è oggi di proprietà della Curia di Venezia. Vi erano palazzi e tesori, ma decadde e venne destinata a polveriera, come molte isole della laguna. Seguirono incendi, devastazioni, esplosioni: oggi, dopo gli immancabili furti, è in totale abbandono. Altro che vaporetto.
    Le uniche isolette in buono stato sono quelle che hanno comperato gli stranieri.
    (da “Navigar in Laguna”, di Guido Fuga e Lele Vianello, gran bel libro)

  3. ddt said,

    on settembre 15th, 2008 at 10:12 PM

    Il film non l’ho mai visto, ma la canzone… quella è stata una delle colonne sonore della mia infanzia, alla Colonia Marzotto di Jesolo. Su Celentano solo una battuta: un giorno gli chiesero cosa pensasse dei giovani. Lui rispose – dopo averci pensato su: i giovani? Troppo vecchi per me.

  4. matteo rinaldi said,

    on settembre 16th, 2008 at 9:27 AM

    Ottima risposta.
    Oggi però risponderebbe: “A prescindere dal fatto che l’età grafica è un’avariabile troppo complessa, i giovani sono tali in quando non ancora vecchi. Però anche i vecchi sono tali per cui non ancora giovani. E allora io dico: gioventù buona, vecchiezza cattiva. Cattività vecchia, bontà giovane. Pace bene, guerra male. Natura bene, industria male. Silenzio bene, rumore male…” (Avanti così per ore)


  5. on giugno 26th, 2009 at 5:48 PM

    YuppiDu è uno spot occulto alle sigarette. Quanto fumano tutti i protagonisti?

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