Che gran figli di Palladio

La faccia seriosa e compita dell’architetto Andrea Palladio è un falso storico finalmente smascherato dagli esperti

Sto leggendo un libercolo sul mio concittadino Andrea Palladio (Palladio privato, Guido Beltramini, Marsilio) perché da anni sostengo che il divino architetto non fosse necessariamente più divino di tanti altri colleghi. “Se Palladio ha avuto il successo che ha avuto è perché era molto più bravo, rispetto ai concorrenti, a comunicare”. Non ho certezze: solo immaginazione. Debbo pur credere in quel che insegno.

Il bello è che ho ragione. Anche se novantanove interlocutori su cento mi guardano come se stessi scherzando, la storia parla per me. Lo conferma il libro di Beltramini, che di Palladio è uno dei massimi esperti mondiali: Palladio era fenomenale non solo come architetto ma soprattutto nel rapporto con la clientela -sempre stata difficile la clientela: ricchi zoticoni, ricchi intellettuali, governanti, vescovi e cardinali – e, sorpresa, pure con le maestranze.

Racconta un cronista dell’epoca, Paolo Gualdo, che lo vede al lavoro: “Piacevolissimo e facetissimo nella conversazione, dava estremo gusto alli gentiluomini e signori con i quali trattava. Come anco agli operai dei quali si serviva, tenendoli sempre allegri. Trattenendoli con molte piacevolezze, faceva lavorassero allegrissimamente“.

Traduzione in lingua contemporanea: invece di presentare le sue opere con la faccia che immaginiamo noi, compita come quella di un architetto del catasto, amava chiacchierare, straparlare, far battute e battutacce con cardinali, conti e non ultimi, scalpellini e operai.

Come li faceva lavorare allegrissimamente secondo voi? Parlando della dea Atena e degli ordini dorici o più probabilmente sulle meraviglie di lei e di tutto il genere femminile? Ho un sospetto, ma non vi dico qual è.

Ora vado in giro con Palladio Privato nella fondina della cintura. Al primo che mi dice che comunicare bene è tempo perso o addirittura una maschera che distorce il proprio io, faccio ingoiare per intero da pagina uno a pagina centosei.

Matteo Rinaldi

novembre 27th, 2009 - Posted in Chi non legge non regge | | 6 commenti

6 Responses to ' Che gran figli di Palladio '

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  1. on novembre 27th, 2009 at 17:36

    Mi hai fatto voglia di leggerlo quel libercolo. Sempre che la copia che c’era in casa non sia stata a te prestata, messere

  2. matteo rinaldi said,

    on novembre 27th, 2009 at 18:34

    Non preoccuparti, l’ho comprato: nove euro. A te però ho rubato un’altra opera minore: comincia per Emma e finisce per Nuelle. Spero non ti servisse.

  3. Elle said,

    on novembre 27th, 2009 at 21:39

    Ho sempre avuto la netta sensazione che dietro facce seriose e compite, in verità si nascondessero dei gran figli di… Palladio!
    Poi, se scopri pure che son dei grandi comunicatori, sorridi immaginando le sue piacevolissime e facetissime conversazioni. Mi sa che condivido il tuo sospetto.

  4. matteo rinaldi said,

    on novembre 27th, 2009 at 23:32

    Poi ci sono anche facce seriose e compite dietro cui si nascondono dei gran figli di… seriosi e compiti. Noi non facciamo parte della categoria. Ne sono sicuro.

  5. Stefi said,

    on novembre 29th, 2009 at 09:15

    Mi pare di vederlo, Palladio, mentre chiede con aria ammiccante ad una contegnosissima contessa Valmarana o Chiericati:”Orbene, ove vorriss’Ella ch’io mettesse codesta pulchra putrella?” E gli operai a sgomitarsi sghignazzando “Che forte, il geometra!”

  6. matteo rinaldi said,

    on novembre 29th, 2009 at 16:05

    Raccontami la scena dopo: Palladio e gli operai che fanno commenti sulla contessa Chiericati. Questo, m’interessa!

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