Avion Travel, arriva la banda larga

Piccola Orchestra Avion Travel: un gruppo che pare una formazione di calcio degli anni Sessanta. Servono altre ragioni per amarla?

La Piccola Orchestra dal vivo. Perfetti come in sala d’incisione. Da rodersi d’invidia

Debbo la scoperta di questa band all’amico Michele, musicista dai gusti orrendi che ogni tanto la imbrocca. Qualche anno fa gli rubai una cassetta che mi interessava e sul lato B trovai questo gruppo dal nome infinito. Piccola Orchestra Avion Travel.

L’avrei saltato a piè pari (musicisti classici dalla tristezza infinita, mi parevano dal nome) quando buttai l’occhio sui componenti, che Michele aveva vergato a penna biro come fanno solo i quindicenni ad aeternum.

Non mi parevano veri: Peppe Servillo, Fausto Mesolella, Mimì Ciaramella, Peppe D’Argenzio e Ferruccio Spinetti. Avessi dovuto inventare cinque nomi così colorati non mi sarebbe bastato un mese. Incassai nello stereo dell’auto.

Non c’erano neanche i titoli delle canzoni, sulla cassetta. Ora che ci penso: non c’era neanche internet, allora. Era impossibile scoprire qualcosa in quattro e quattr’otto. Però, le canzoni!

La prima si chiamava Cuore Grammatico e al terzo ascolto mi aveva già conquistato. E nello stesso tempo, umiliato: non avevo capito né gli accordi, né il tempo, niente. Non c’era niente che assomigliasse ai solito do-fa-sol-la minore-do con cui si fa il novantanove per cento della musica occidentale. E niente che si avvicinasse al solito quattro quarti, tum-ta-ta-ta, tum, ta-ta-ta. Niente che assomigliasse alle solite armonie. E soprattutto: avevo capito che neanche sotto acido lisergico sarei mai riuscito a immaginarlo un pezzo costruito così.

Anche le parole erano la negazione della semplicità. E la batteria, il contrabbasso. Della chitarra neanche a parlarne: io che sono un discreto chitarrista non riesco neanche ora, a distanza di anni, a imitare un accordo uno.

Eppure, tutti assieme, sono una meraviglia di leggerezza, armonia, semplicità. Dopo Cuore Grammatico ascoltai tutte le altre. Aria di te. Capolavoro totale. Belle caviglie. Ma che titolo è? Ma chi sono questi? E poi il capolavoro: La famiglia. È la storia di due fratelli della malavita campana: uno tranquillo, magro e capace; l’altro grasso e chiacchierone. A causa delle sue sparate, ogni colpo che va a segno finisce male. Gli piombano addosso poliziotti e mettono tutti in galera, compreso il fratello sveglio e sempre più incazzato.

Si sente al volo che per cantarla non hanno dovuto andare a farle davero, le rapine. Ma si sente anche che l’aria della canzone non è così diversa dall’aria che tirava attorno a case e cantine dove andavano a suonare.

Ma soprattutto si sente – e si vede, da righe e rughe nelle loro facce – che questi Avion Travel sono gli stessi musicanti che vent’anni fa suonavano assieme a me e migliaia di altri gruppetti. E che a suon di punk, rock, new wave, capolavori e orrori hanno cercato fortuna smarrendo, uno alla volta, la strada. Loro no.

Nelle facce, nei suoni e nelle parole degli Avion ci leggo tutto questo: le centinaia di di trasferte per partecipare a concertini e concertacci (Michele li conobbe che dormivano in un prato per un festival di serie C a mille chilometri da casa), concorsi e concorsacci, insulti e applausi, stanchezze e rinascite. Vita dura, insomma. Come quando, all’indomani di un capolavoro come questo ellepi titolato Opplà, scopri magari che hai venduto duemila copie in tutto, sei più povero di prima e ai concerti non fai il pienone nemmeno a Caserta. Però decidi di continuare.

E per fortuna. Perché sentire – e vedere – suonare questi ex ragazzi mi esalta e mi emoziona. Servillo, Mesolella e Ciaramella suonano chitarre e batterie come le suonerei io se avessi avuto la forza e il coraggio di non mollare mai. Ok, di D’Argenzio e Spinetti magari non è pieno il mondo, ma ce n’erano tanti che avevano i numeri. Non la stessa grinta, evidentemente.

Scopro su internet che il cantante Peppe Servillo è fratello dell’attore Toni Servillo. Curioso che nella stessa famiglia possano crescere due artisti così diversi ma altrettanto bravi. Curioso che il caso metta assieme un chitarrista come Fausto Mesolella e un bassista come Ferruccio Spinetti, che oggi ha lasciato la band (ma ogni tanto torna) per suonare in duo con Petra Magoni.

Su Youtube c’è poco niente dei primi pezzi. Però trovate ottimi live con vecchi indimenticabili pezzi di Nada e della Caselli, che è loro produttrice. A ogni modo, queste sono le canzoni che avevano conquistato me per prime: Cuore grammatico e La famiglia.
Se non vi piacciono non fatemelo sapere, che ci resto male.
Matteo Rinaldi

dicembre 23rd, 2009 - Posted in Chi non canta non conta | | 5 commenti

5 Responses to ' Avion Travel, arriva la banda larga '

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  1. crispilo said,

    on dicembre 23rd, 2009 at 5:21 PM

    li ho sentiti due anni fa scorso all’European Jazz Expò a Cagliari, uno di quei festival dove per fortuna la musica è ottima e travalica le etichette che troppo spesso le si appiccica addosso (un grazie infinito agli organizzatori!!!); hanno avuto in dote il palco “grande” dove avevano e avrebbero suonato gentaglia del tipo Rava, Thomas Stanzko, Bollani, Antonello Salis, Horacio Hernandez, ; il loro è stato uno dei concerti più belli ed intensi di tutta la rassegna, se ricapitano nella mia isolata isola vado senza’altro a riascoltarli, suonassero pure a Tresnuraghes o in qualche altro paesino disperso in culo alla luna :-)

  2. simple said,

    on dicembre 29th, 2009 at 7:37 AM

    Strepitosi!

  3. matteo said,

    on dicembre 29th, 2009 at 10:38 AM

    Cris: a Tresnuraghes ci sarò anch’io.
    Simple: Felice che ti piacciano. Se suonano nei dintorni organizziamo una spedizione bloggeristica.

  4. Raffaele said,

    on gennaio 15th, 2010 at 5:20 PM

    Anch’io li scoprii ai tempi di opplà e tra il 1995 e 1999 penso di aver visto almeno dieci dei loro concerti. la gente sempre poca, sempre con gli occhi e le orecchie di fuori.

  5. Barbara said,

    on gennaio 25th, 2010 at 5:04 PM

    Mi hai incuriosita !
    Non appena ho tempo … vedo di trovare qualche cosa da ascoltare …
    Buon 2010 !
    Barbara

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