Il ritorno di Alighiero Noschese

Dieci note a margine del Corrado Guzzanti show di Padova, che mi ha visto pagante plaudente sabato 28 novembre 09

Guzzanti, perfetto nella parte del conduttore, mentre tiranneggia don Federico

Scusate ma a me viene in mente Noschese. Quell’uomo che guardavi da bambino, in bianco e nero, non capivi nemmeno una battuta ma restavi inchiodato allo schermo. Perché rispetto ai Tognazzi, ai Pozzetto, ai Vianello, non capivi mai se scherzava o parlava sul serio.

Oggi che Alighiero Noschese si è trasformato in Corrado Guzzanti mi diverto anche di più. Sarà che ci sono i colori. Sarà che ho imparato a capire le battute. Ma spesso e volentieri ancora non capisco se scherza o dice sul serio.

10. Il boato magnum. Il boato magnum, tipo gol del Padova nel derby, è arrivato all’apparizione di un personaggio minore e non politico: Vulvia, la conduttrice televisiva che presenta Rieducational Channel. Mancava poco che qualcuno lanciasse reggiseni sul palco. Eppure gli altri personaggi sono più azzeccati, più geniali, più tutto. Ma lo ammetto: anche a me Vulvia fa scompisciare di più.

09. Il boato tipo gol del Padova. Il boato tipo gol del Padova in effetti era arrivato, nel pomeriggio, durante il derby contro il Vicenza. Noi però (noi il Vicenza) ne abbiamo fatti due. Mi sono tenuto stretto alla sedia per non urlare ai tremila circostanti: “Hei, com’è andato oggi il derby?”. Non so loro: a me faceva ridere più di Vulvia.

08. Macchina da palcoscenico. Quasi tre ore di spettacolo, una decina di personaggi, diecimila parole. Non una sbagliata, un tentennamento, una correzione. Marco Mazzocca e la sorella Caterina Guzzanti, i due umani che lo affiancano nello spettacolo, ogni tanto sbagliano. E si correggono. Lui no. Ma come fa?

07. Mi sa che si diverte. Perciò diverte tutti e se sbaglia neanche te ne accorgi. È un mostro a travestirsi. A muoversi: poco e bene. A usare la voce. Ma soprattutto: a scrivere i testi! Perché se li scrive tutti, dal primo all’ultimo. Bisogna provarci, a scrivere battute, per rendersi conto di quanto è difficile. Lui è una fucina: sempre azzeccate, ora dolci, ora cattive, ora assurde, ora iperreali. Mai, dico mai, banali, volgari, pedanti.

06. Il ritorno del Caso Scafroglia. Pensavo che il Caso Scafroglia, per me un capolavoro, avrebbe vissuto solo in dvd o a spezzoni su Youtube. Invece Guzzanti lo ha praticamente riproposto, ammodernando dialoghi e qualche personaggio, come la Gelmini della sorella Caterina. Ma riproponendo gli stessi personaggi base, gli stessi abiti, lo stesso sfondo psico-chic a pallini colorati che pare il salotto anni Settanta di mia zia Milena. Avrei pianto volentieri, se non fossi stato troppo occupato a ridere.

05. Principali personaggi riproposti. Vulvia, più sexi dal vivo che in tivù. Quelo, meglio che in tivù, più maturo. Il conduttore del Caso Scafroglia: era perfetto, perfetto rimane. Il prete Mazzocca (come sopra). Il telefonista qui pro quo: da sposarlo in diretta, pure lui.

04. Personaggi riproposti ma riveduti. Tremonti vestito da regnante, ottimo: fosse davvero così, rivaluterei l’originale. Funari che parla dall’aldilà: irresistibile e tenerissimo. Il capo mafioso con lo sgherro tonto Mazzocca. Fausto Bertinotti, la più divertente e realista satira sul declino della sinistra, non solo salottiera.

03. Personaggi nuovi o quasi: Di Pietro, follemente creativo e coinvolgente, meglio dell’originale. E soprattutto Don Pizzarro, il geniale cardinale (qui su Youtube) che spiega senza giri di parole il rapporto tra la Chiesa e il Paese. Un mix di satira, ironia, realismo e surrealismo sull’intera storia d’Italia.

02. Sorridente e indistruttibile. Tre ore di spettacolo e non ha mai dato l’idea di essere stanco. Che sia sovrumano? Che sia più falso di un’enciclica?

01. La notizia migliore. Ti guardavi attorno e vedevi decine di belle donne, dai vent’anni ai sessanta. Per sicurezza ho chiesto conferma ai vicini: sissì, belle donne davvero. Un cordiale vaffanculo a tutti quelli che millantano gnocche solo agli eventi di destra. Non faccio cambio neanche per scherzo. Non di solo trans viviamo, che se ne dica.

Matteo Rinaldi

novembre 30th, 2009 - Posted in Chi non legge non regge | | 11 commenti

11 Responses to ' Il ritorno di Alighiero Noschese '

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  1. MBUTI!!! said,

    on novembre 30th, 2009 at 1:29 PM

    Io l’ho visto la sera prima… mi ha fatto schiantare. Ho notato che una sua tecnica è quella di calare i carichi da undici, su un qualsivoglia argomento, non esattamente quando è ancora “sul pezzo”, ma quando si è apparentemente allontanato dal “topic”. Esempio… dopo aver parlato della abulia cronica della sinistra italiana (sia l’elettorato che i politici) si è apparentemente allontanato dal discorso, parlando delle questioni etiche sul fine vita. Nonappena ha pronunciato tipo le parole “stato vegetativo” ha chiosato, rivolgendosi dritto al pubblico “CIOÈ NOI TUTTI!” con un effetto (almeno per me) devastante!
    Avevo ancora in mente le battute sulla sinistra disastrata ma avevo già cambiato registro, per adattarmi a quelle nuove sull’etica, per cui questa specie di brevissimo “ritorno di fiamma” all’argomento precedente mi ha colto impreparato e la battuta è stata ancora più fulminante!
    Un maestro dei tempi comici, cazzo…!

  2. Matteo Rinaldi said,

    on novembre 30th, 2009 at 2:05 PM

    Bella spiega. Fossimo un giornale dovrei pagarti l’intervento. È proprio come dici tu. E quel “Cioè noi tutti” è stato geniale. C’eravamo proprio dentro, vestii e calxà.


  3. on novembre 30th, 2009 at 2:10 PM

    Noschese l’ho tirato fuori a tavola ieri. Ma mi han detto che Guzzanti è meglio. Spettacolo da accorciare di mezz’ora, via la sorella Gelmini e qualche investimento in più sulla scenografia. Insuperabile la multipla pulita.


  4. on novembre 30th, 2009 at 2:11 PM

    bello, bellissimo intervento. spero che Corrado lo legga. gli farebbe piacere. dal vivo non l’avevo mai visto ed è stato pazzesco. in effetti lui mai un errore mai un cedimento mai un momento più basso nulla. bravissimo. perfetto. da rivedere ad libitum per me.

  5. Matteo Rinaldi said,

    on novembre 30th, 2009 at 2:49 PM

    Spiega post Splendido: la Multipla pulita non è un personaggio di Guzzanti. Anche se ci starebbe benissimo.
    Spiega post Spingitori: Bello, bellissimo commento. Ma anche le maiuscole ci starebbero ad libitum.

  6. Matteo Rinaldi said,

    on novembre 30th, 2009 at 6:14 PM

    Questo è lo spazio che Il Corriere del Veneto ha dato all’evento.
    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2009/30-novembre-2009/mare-risate-guzzanti-circo-mille-volti-trionfa-padova–1602083818129.shtml
    Pochino. Ed è un peccato, perché il pezzo di Francesco Verni non è affatto male.
    C’è ancora qualcuno che ha dubbi sul fatto che il futuro dell’informazione passerà sempre più spesso attraverso i blog?

  7. Arcureo said,

    on novembre 30th, 2009 at 7:54 PM

    Maddai, Francesco Verni, me lo ricordo quando era studente a Scienze della Comunicazione (e io lavoravo colà…)


  8. on novembre 30th, 2009 at 10:49 PM

    Buono e pienamente convivisibile anche il pezzo sul Giornale di Vicenza, a firma Lino Zonin.
    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cultura%20&%20Spettacoli/108314__corrado_guzzanti_imitazioni_da_virtuoso/

  9. Faust VIII said,

    on dicembre 4th, 2009 at 11:27 PM

    Grande Guzzanti! Ad essere sincero mi piace più lui che sua sorella Sabina. Concordo sulla questione dei tempi comici: praticamente perfetti. Il suo vecchio pezzo di Prodi e il semaforo ha avuto un plauso anche da Dario Fo.

    Mi manca il fatto di non vederlo più in tv da molto(come anche Luttazzi).

  10. Faust VIII said,

    on dicembre 4th, 2009 at 11:28 PM

    Ah, dimenticavo: il suo tremonti mi fa scompisciare!

  11. matteo rinaldi said,

    on dicembre 5th, 2009 at 12:57 PM

    D’accordo con te: c’è un abisso tra lui e la sorella, che pure è molto brava.
    Vederlo poco in tivù in fondo è uno stimolo: chissà che s’inventi qualcosa, magari via internet.

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