Gennaio in laguna

Quando gennaio finisce, il velista veneto tira un sospiro. Ora ha buone possibilità di arrivare a primavera

Visibilità media in laguna, con  la nebbia. Quel giorno, la nostra era sei volte inferiore

Svantaggi di veleggiare a gennaio nella laguna veneta: 1) freddo; 2) ghiaccio; 3) niente vento. Vantaggi: 1) ottima visibilità.

Nell’ultima uscita gennarina mi sono perso. Il freddo, il niente, il silenzio, l’assoluta mancanza di vento, il poti-poti-poti del motore avevano ridotto la mia vitalità al livello di un’ameba.

Nella penultima uscita avevo centrato una briccola. Ero con il comandante Giorgio, che stava armeggiando a prua. Da quel grande comandante che è, Giorgio era riuscito ad aggrapparsi a una sartia e a non cadere in acqua.

Si sarebbe salvato, certo. Un lupo di mare come lui avrebbe sopportato l’impato con l’acqua gelida, sarebbe risalito a bordo senza il mio aiuto (che non avrei saputo dargli) e mi avrebbe perfino risparmiato la vita. Ma tanto è un grand’uomo, tanto è una carogna: lo avrebbe raccontato a tutti, deridendomi fino a Lampedusa.

Eppure era tutto scritto, fin dalle prime uscite di gennaio, al corso vela di Chioggia. Nessuno usciva mai a gennaio: troppo freddo. Gli unici malati di mente eravamo il sottoscritto, Sandro e Andrea. Il maestro Silvio – uno che la vela ce l’ha nel sangue – non vedeva l’ora di uscire. E allora via.

Giornata meravigliosa. Non c’era neppure bisogno di togliersi le scarpe, perché la barca era protetta, oltre che dal gelcoat, da un originale ed elegante strato di ghiaccio. L’uomo al timone timonava. Gli altri, col fiato, scioglievano le scotte prima di ogni vira. Dalla laguna di Chioggia vedevo i piccioni sul campanile di San Marco a occhio nudo. Sandro, che ha buona vista, vedeva Parenzo. Andrea, che era in fase di congelamento, vedeva San Pancrazio sul capobriccola.

Mi è difficile ricordare una veleggiata più emozionante. Anzi, una mi viene in mente: la seconda di quello stesso gennaio. Due settimane dopo. Stessa temperatura, stesso equipaggio, una sola novità: un nebbione che neanche nel Polesine mentre girano La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati.

Non si vede a un metro, giuro. Tranquilli ragazzi, avanti così! Silvio, l’istruttore, conosce la laguna come le sue tasche. Sono dei mostri i marinai, senti con che arte annusano i fondali, chissà se anche noi un gior… CRRRASH! La barca si pianta con lo stesso rumore del Titanic quando l’iceberg lo apre a mo’ di scatoletta di tonno.

Abbiamo toccato col bulbo ma per fortuna c’è sabbia. Calmi! Molla! Tira! Lasca! Retro! Silvio sa il fatto suo. Eseguiamo senza capire nulla e in pochi secondi siamo fuori. Fiuuut!

“Vedete ragazzi, con la nebbia bisogna stare molto attenti. Non si sa mai cosa può capitare”. In effetti la visibilità è peggiorata. Non si vedrebbe una petroliera a due metri dalla prua.

La si sente però. POOOOOOO! Non avete idea del suono che fa una nave alta come un condominio quando vi sta per aprire in due. Neanche loro ci vedono ma hanno il radar. Mica frenano. Non si usa, tra marinai. Inoltre è notorio, almeno a chiunque abbia studiato per la patente nautica, che nello specchio di porto la precedenza va alle navi grandi. Neanche la soddisfazione di morire con il conforto della legge.

Scappiamo! Viriamo! Buttiamoci a mare! Il POOOOOOO! non arriva da un punto preciso (magari!) ma da un orizzonte di 360 gradi, amplificato dalla nebbia e dagli echi.

Comunque ci va dritta. Ci leviamo di mezzo, intuendo la stazza del mostro che ci passa vicino (e anche le bestemmie, sempre comprensibili in ogni lingua del mondo) e siamo tutti d’accordo quando Silvio propone di rientrare.

Gennaio è finito anche quest’anno. Mumble, che ne dite di un’uscita febbrarina, mascherati da Zorro e da Arlecchino?

Matteo Rinaldi

gennaio 30th, 2010 - Posted in Chi non vela è un vile | | 7 commenti

7 Responses to ' Gennaio in laguna '

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  1. fatacarabina said,

    on gennaio 30th, 2010 at 4:14 PM

    mi piace :) ciao, come stai?

  2. matteo said,

    on gennaio 30th, 2010 at 4:36 PM

    Bene, quando sono a terra.
    Wow, ho fatto pure la battuta.

  3. Laura said,

    on gennaio 30th, 2010 at 10:07 PM

    Io ci sto! :-) Perché, Matteo, più scrivi di cose terrificanti più mi vien voglia di provare…

    ps. ecco e, se ti ricordi, c’era un Beneteau che aspettava d’esser noleggiato :-)

  4. matteo said,

    on gennaio 31st, 2010 at 1:06 PM

    In primavera partiamo. A meno che tu non voglia fare il giro febbrarino, vestita da Cenerentola.

  5. ddt said,

    on febbraio 3rd, 2010 at 11:06 PM

    Se arriva l’inverno, può la primavera essere lontana?

  6. chiara b. said,

    on febbraio 24th, 2010 at 9:31 PM

    leggendo questo racconto di una giornata in laguna mi fa pensare che c’e’ sempre qualcuno più matto di me. Io sono più prudente. Però quando si ha voglia di partire si parte e in c… Il brutto tempo! Ciao e complimenti per la lezione e i colori. Chiara

  7. Francesco said,

    on marzo 14th, 2010 at 11:31 AM

    questo blog mi fa scompisciare…magari le piacerebbe il mio?
    http://syketurah.blogspot.com/
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