Attenti, il vostro è un Black blog
Perché alcuni blog si portano a casa decine di commenti ogni post? Perché dozzine di altri blog, apparentemente migliori, non raccolgono lo straccio di un ba?

Il blog di Beppe Grillo, tra i più cliccati (e commentati) d’Italia
Volete ricevere più commenti, più contatti, più complimenti? Oppure, al contrario, volete un blog intimo, con tanti lettori ma poche mail a cui rispondere? Non ho la pretesa di dare una risposta vincente. Sensata e plausibile, questo sì. Agli interessati il compito di verificarla, mettendo alla prova questo sistema.
L’idea mi è venuta studiando la comunicazione paraverbale, cioè la capacità che abbiamo, attraverso l’uso della voce, di essere più o meno convincenti, credibili, coinvolgenti. Il mio maestro di voce Ciro Imparato – lui si definisce Voice Coach; io preferisco maestro, perché pochi sono i maestri veri e bisogna tenerseli stretti – ha diviso il nostro parlare in sei principali colori.
Dopo anni e di studi e corsi, Ciro spiega di aver scoperto che sono sei i principali modi di parlare che usiamo. Purtroppo lo facciamo quasi sempre inconsciamente, ignorando che l’alternanza è fondamentale per farci capire davvero.
Non spiego il sistema di Ciro (questo è il suo sito con le notizie sul suo nuovo – e consigliatissimo – libro con Cd appena pubblicato). Trovo invece interessante il parallelo con la scrittura.
Ciro divide in quattro le voci positive che dovremmo usare nella vita: la voce gialla, che è quella della simpatia. La gialla ci esce da sola quando incontriamo un amico per caso: “Ciao vecchio, come stai? Una vita che non ti vedevo!”. Poi la voce verde, che è quella intima, sottotono, che crea empatia: “Sai com’è… per il lavoro è un periodaccio… ma insomma guai a scoraggiarsi… E tu invece, come… te la passi?”).
Ecco poi la voce blu, quella dell’autorevolezza: “Adesso ho un progetto in mente. Una cosa in cui credo. Non sarà facile, ma sono convinto che otterrà grandi risultati“. E infine la voce rossa, che è la voce della passione: “Dammi una mano anche tu! Sei la persona perfetta, perché hai entusiasmo, grinta e capacità. Se ci muoviamo assieme, non ci ferma nessuno!”
Ci sono infine le voci grigia e nera, che usiamo fin troppo. La nera è (purtroppo) facile: Bambini! A letto e guai se sento volare una mosca!. La grigia è ancor più facile ma meno appariscente: la usiamo quando parliamo piatti, senza emozione, raccontando cose interessanti col tono di un cadavere ambulante.
Le voci giuste andrebbero usate assieme, con logica precisa. Invece tutti noi abbiamo una voce predominante, che usiamo a proposito e sproposito. Chi è giallo (come il sottoscritto) risulta spesso simpatico, un po’ meno empatico e difficilmente autorevole. Chi è autorevole non è quasi mai simpatico né scalda il cuore. Chi è rosso affascina e colpisce, ma manca di semplicità e autorevolezza, E alla lunga stanca.
Quando scriviamo ci comportiamo allo stesso modo. Scriviamo in giallo, verde, rosso, blu e otteniamo risultati secondo la stessa logica della voce. Così capita che il mio blog (quasi sempre in giallo, perché l’ironia ha proprio quel colore lì) raccolga parecchi lettori ma pochi commenti.
Il blog di Davide Lombardi (che è il più letto di Modena, mica palle) o di Sergio Mistro (che è il più letto e copiato d’Italia sul mondo della vela) raccolgono rispettivamente zero (!) e un paio di commenti a pezzo, in media. A guardarli c’è da stupirsi: sono scritti da dio, interessanti, brevi, divertenti, competenti.
Già, ma Davide scrive in blu notte (autorevole come una professoressa del liceo) mentre Mistro vira al massimo sul giallo (simpatia) restando sempre vestito di blu. Lettori e credibilità a mille dunque. Ma di fronte a tanta competenza, pare quasi che uno abbia paura a scrivere due righe.
Quel che manca loro e a me è una dose di verde, che invece abbonda nei testi dello Splendido o di questa ragazza qui o – esempio eclatante – di Placida Signora. Qui trovate trenta, cinquanta, perfino centoventi commenti al colpo.
Se i primi sono siti di puro cazzeggio (ma trenta commenti a pezzo il blogger medio se li sogna) il terzo è un sito autorevole, al pari di Mistro o Davide. La differenza la fa proprio il linguaggio, la capacità di… scrivere un po’ sottovoce, con un sorriso dolce e pause esitanti. Di spingere il lettore al commento. Di farlo sentire partecipe e non solo spettatore.
Alla fine è una questione di scelte. Io mi tengo stretti i miei due commenti medi, tanto più che se non sono scritti bene m’incazzo. Ma vengo da un passato remoto da parablogger che voi umani non potete neppure immaginare.
Quando ho aperto pennarossa.it (questo l’archivio storico, ma originariamente era completamente diverso, ricco di grafica, vignette e foto), ricevevo poche mail appassionate. Un giorno la Stampa.it mi dedicò una recensione strepitosa in prima pagina.
Trascorsi tre notti a rispondere a quattrocento mail – una risposta personalizzata per ognuno – dopodiché cambiai prospettive. Continuo a scrivere in giallo (la scrittura grigia e nera, spero, non mi appartiene) e mi tengo stretto, a mio ammaestramento, quel bellissimo commento di Chiara che a un post scrisse “Scrivo solo perché mi dispiace vedere la tua casella dei commenti così triste e vuota“.
Matteo Rinaldi
giugno 25th, 2009 - Posted in Chi non spiega si piega | | 19 commenti

on giugno 25th, 2009 at 1:16 PM
mi piace tanto questa cosa dei colori e però, come sempre, a me piacerebbe essere più verde e blu che così gialla e rossa. però vorrei i capelli ricci e invece… ;-P
on giugno 25th, 2009 at 1:56 PM
Invece io sono blu
on giugno 25th, 2009 at 2:10 PM
Miticoooooo! Stavo per chiederti lumi su quella faccenda dei colori e -tààààc- arrivi col sito, directly! Ma chi seiiii?
on giugno 25th, 2009 at 2:17 PM
Allora, carino sì, scritto bene. Mi è piaciuto mi è arrivato. Ma vedi, definire il mio blog di cazzeggio confligge con i temi sociali che tratto. Sono quindi sicuro che vorrai emendare questo tuo frettoloso giudizio entro poche ore dal ricevimento della presente. In difetto mi vedrò costretto a relegarti al digitale terrestre.
on giugno 25th, 2009 at 3:52 PM
In compenso semini post sui blog degli altri.
on giugno 25th, 2009 at 4:00 PM
io poi non so neanche di che colore sono, non lo chiedo perché mi viene in mente quella orrenda immagine del pongo quando non sai deciderti su che colore vuoi e ne mischi due o tre e viene fuori qualche tonalità di marrone che ricorda solo cose innominabili
on giugno 25th, 2009 at 4:48 PM
…eh infatti ho notato che manca la comunicazione marrone, com’è sta cosa?
on giugno 25th, 2009 at 4:58 PM
Psssss… Ho risposto a tutti questi commenti personalmente e non pubblicamente. Scusate, ma se arrivavo a 10 commenti mi fregavo con le mie mani.
on giugno 25th, 2009 at 5:05 PM
A me piacerebbe sapere se di persona sono dello stesso colore di come scrivo, tu che mi conosci in entrambe le vesti che dici?
on giugno 25th, 2009 at 7:34 PM
Che bello poter (e saper) essere uno di quei colori lì… Giallo, verde… Con una punta di blu magari!
on giugno 25th, 2009 at 7:51 PM
grigio, grigio, grigio … e la infondo gial… ah no è sempre grigio
ma cambierà
on giugno 25th, 2009 at 11:22 PM
ma va’ che ti piace (e son 12)
on giugno 25th, 2009 at 11:25 PM
Io non mi voglio perdere di essere il tredicesimo. Iahuuuuuu
on giugno 30th, 2009 at 10:43 AM
Blu e verde sono i colori del mare!
E secondo me ne possieti una buona parte anche tu :-**
on giugno 30th, 2009 at 11:56 AM
Bella riflessione (parola imparentata con i colori ) , e condivido gli esempi suggeriti. Seguiro’ la pista. Penso al Bianco , colore dei colori, ai colori del silenzio, delle pause, della morte in vita e di quella eterna. Penso a “True Colors”, a Goethe e Kandjinsly, a “paint iit black”… Penso alla percezione e alle sue maschere, a Kaniza, a Kafka, a Poe e Baudlaire. Al bianco rumore, alla segala di Caufield, al tennis di Incadenza, penso al non detto, al mai ascoltato, alrestochemanca.
Grazie a lei e alla placida segnalatrice, saluti belli,
Valerio
on luglio 1st, 2009 at 9:54 AM
Grazie BaoTzeBao. Riprenderò l’argomento, perché merita.
A occhio lei è un verde, quando scrive: parole anche difficili, ma dette con leggerezza.
on luglio 3rd, 2009 at 3:46 PM
BOH!
io non c’ho mica capito nulla!
credevo che i commenti si lasciassero perchè la lettura è simpatica, il narratore è accattivante nella stesura, e perchè forse un certo modo di scrivere suscita della sana invidia.
i colori che c’entrano?????
bah….sarò antica!
baci vicentini a tutti !
on luglio 3rd, 2009 at 4:00 PM
Lo hai scritto tu stessa, sintetizzando il pezzo in 4 righe: lettura simpatica = colore giallo, ovvero la capacità di comunicare simpatia. Narratore accattivante = giallo/rosso, la capacità di accendere passione. Sana Invidia = blu, emanare autorevolezza.
on luglio 3rd, 2009 at 6:48 PM
vacca boia quanti commenti!