Comunicare meglio con voce, corpo e parole.

CHI-SONO

Cliccando sulla foto, mi presento in video. Altrimenti a parole, nel testo che segue.

Mi chiamo Matteo Rinaldi, ho 50 anni, 2 figlie, un grande amore, mille sogni e altrettanti casini. Per fortuna i primi tengono a bada i secondi.

Studio e alleno la parola, scritta e detta: dalla voce alla scrittura, cerco il modo migliore – i tanti modi onesti, sinceri ed efficaci – per far arrivare prima e meglio un messaggio, stimolare l’attenzione, accendere le emozioni.

In un mondo così complesso, perfino far capire un messaggio semplicissimo (ho bisogno di… Ecco cosa ti propongo… Cosa ne dici se…) è diventato un problema. Ma invece di prendercela con il mondo, è meglio darsi da fare per diventare ogni giorno più bravi. 

Ho cominciato come giornalista, raccontando storie, persone e avvenimenti. Ho scritto tre libri, da un’inchiesta sulle tangenti venete negli anni novanta (la storia a quanto pare si ripete) a due guide sul viaggiare in bici e mangiare bene attraverso il Veneto.

Poi ho lavorato in pubblicità, mestiere che insegna a ordinare le idee, a farsi capire al primo colpo, a usare la creatività per far comprendere anche le cose più difficili. Pazienza se molti l’hanno trasformata in un metodo per raccontare bugie banalizzando anche le cose più belle.

Ho trovato la sintesi studiando la comunicazione più vera e senza filtri, quella che mette in luce ciò che siamo davvero. Con la voce, le parole, la scrittura. Faccia a faccia, al telefono, in video, davanti a dieci o mille persone.

Alleno questa comunicazione. La studio, racconto e sperimento in tutte le sue forme: dal parlare in pubblico al comunicare con sé stessi, dalla scrittura che si fa leggere all’espressività che serve davanti a una telecamera o a un microfono. E in tanti altri modi che trasformo in corsi per trasmettere prima e meglio qualunque cosa: da un messaggio a un’idea, da una storia a un servizio, da un valore a un prodotto.

Lavoro soprattutto con le associazioni industriali del Veneto (Treviso, Belluno, Padova, Vicenza, Venezia e Rovigo) e con le associazioni di categoria (commercianti, artigiani, eccetera). Collaboro con molte società di formazione e aziende, soprattutto medie e piccole, ma con un paio di multinazionali a far da ciliegina sulla torta. Un paio d’anni fa ho contribuito all’elezione di un deputato europeo. Su Linkedin un profilo più completo al riguardo.

I corsi che tengo più spesso sono:

• corsi di voce ed espressività per diventare, giorno dopo giorno, più consapevoli di sé e più bravi a farsi capire e apprezzare (da Senti chi parla ad A digo ben (il primo corso di dizione che valorizza la bellezza di ogni cadenza locale correggendo in tempi record gli errori principali) fino a Le parole per dirlo).

corsi di public speaking specifici, da Presentare in Power Point, che insegna a sfruttare al cento per cento i supporti per presentare, a Presentare con il Tablet;

 corsi di scrittura per farsi leggere e capire anche nell’era veloce e vorace di internet: da Non email troppo tardi, per sfruttare al massimo le email, a Carta Incanta, rivolto più specificamente alla scrittura tradizionale, fino a Email Netiquette, che insegna – in una sola giornata – a scrivere in modo più elegante, chiaro e preciso.

Se cercate un corso personalizzato o qualcosa non vi è chiaro scrivetemi: matte.rinaldi@gmail.com. Se preferite due chiacchiere a voce il mio numero è: 347.601.91.87.

Matteo Rinaldi

  1. Bertilla Spoletto

    Ciao, ho trovato il tuo sito girando per internet. Sono della provincia di Padova, laureata, ho viaggiato e vissuto all’estero, ma non riesco a togliermi la cadenza veneta. Ho visto il tuo video sul tema, ma a parte le lodi a Paolini, che mi piace come si esprime, non haio però dato un minimo di suggerimento. Potrei saperne di più? Grazie e buon lavoro

    PS La cosa che mi infastidisce di più è “l’arroganza” di certe persone meridionali che pur avendo loro cadenze “orribili” e a volte esagerate, puntano immediataemnte il dito.. Sei veneta… si sente.

    • Matteo Rinaldi

      Ciao Bertilla, grazie di aver scritto. I suggerimenti per togliere un po’ di cadenza li trovi nei brevi video (le 7 comunicalezioni) che sto pubblicando sul sito e su Fb; per il resto un corso come “A digo ben” è quel che ti può servire. Pst: il fatto che il resto d’Italia “punti il dito” sulla nostra cadenza stupiva anche me, ma ho capito le ragioni. Il fatto è che la nostra cadenza è meno fastidiosa di altre, ma rende più difficile la piena comprensione dei concetti. E spesso ci impedisce di apparire chiari, autorevoli, sciolti come ci piacerebbe essere. Stay tuned: da oggi nella home page trovi con regolarità tutti i corsi in programma.

  2. Paolo Bessegato

    Il fatto, come ha detto Tiziano Scarpa veneziano, è che «i veneti fanno ridere». Facciamo ridere, non c’è niente da fare, è proprio così; è meglio che far piangere.

    • Matteo Rinaldi
      Matteo Rinaldi

      Giusto. Ma se facciamo ridere, ahimè, a volte non è solo per colpa della cadenza. Che comunque, ribadisco, si migliora in fretta, a volerlo fare davvero.

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  1. COMUNICATTORI | e S se scrivo

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