Leadership e cani

Leadership? Riscopri il cane che è in te

di Manuel Righele

Voglio parlarti di un bel video di Dan Rockwell, molto utile, che tu sia un leader o no, un comunicatore o un operativo di primo pelo, che tu sia un manager depilato o un peer (che poi significa collega e non pirla).

Quel che più mi entusiasma di Rockwell è il fatto che si definisca un freak della leadership e questo video – immagino senza che Rockwell ne avesse l’intenzione – mette in luce alcune imbarazzanti involuzioni della nostra era.

Partiamo dal primo assunto del freak:

La Leadesrhip è come un fuoco. Da dove arriva questo fuoco? Arriva dei propri punti di forza, non dalle debolezze.


Starete pensando che il fuoco che arriva dalle debolezze spesso si accanisce sullo stomaco, o se siete stati poco prudenti nel buco del culo, ma questo è un altro discorso.

La madre di tutte le disgrazie – sento dire in giro – è ovviamente la scuola, una fucina di docili mezzeseghe. A scuola, infatti, si affrontano molte materie e l’obiettivo è: non avere insufficienze. I docenti individuano le lacune e assegnano lavori dedicati, vi sono periodi per il recupero, si mandano i ragazzi a ripetizione.

È così? Rispondete a questo: dove si chiede maggior impegno a un ragazzo? Risposta: dove è più debole.

Chi se ne frega della scuola, direte voi. Eh… il fatto è che per tutto il resto dell’esistenza ci rimane addosso quel puzzo e finiamo per guardare troppo ai nostri difetti, agli insuccessi, alle cose che ci mancano. Quando dobbiamo decidere cosa fare scegliamo di fare le cose che servono a riempire i buchi (e che probabilmente detestiamo). Ci sentiamo giudicati per quel che non sappiamo fare (e a occhio e croce, sono di più le cose in cui non riusciamo riespetto a quelle in cui eccelliamo). Poi salta fuori un freak con un’idea tanto banale quanto praticabile e la prima cosa a cui pensiamo è “questo manco mezzasega è diventato”.

Ecco Rockwell dice che il segreto della leadership è tralasciare le cose per cui non si è dotati e focalizzarsi sui propri punti di forza. Anche perché il talento da solo non basta, va coltivato e serve duro lavoro.

Rockwell ci dice anche che magari di punti di forza ce ne sono diversi e che si deve scegliere. Per scegliere, suggerisce il freak, si può partire da ciò che ci appassiona.

come si fa a capire se una cosa ci appassiona?

Secondo assunto del freak

Un cane attraverserebbe l’inferno per recuperare la pallina da tennis.

Rockewell sostiene che una cosa ci appassiona se siamo disposti a ignorare le conseguenze di quel che faremo per perseguirla. Se non abbiamo il senso della misura, se divampiamo di trepidazione.

Quello che ci appassiona, insomma, ci farebbe reagire come un cane davanti a una pallina da tennis. E allora la domanda è:

Qual è la tua pallina da tennis?

Cosa fai senza renderti conto delle pressioni che devi sopportare, delle responsabilità, e dei problemi? (Come risposte non valgono: sesso, shopping, festa, calcio, canne, famiglia et similia).  Il freak ci dice che dev’esserci qualcosa che fai in questo modo e che certamente è collegata ai tuoi punti di forza.

ATTENZIONE: qualcosa che fai, non che ti piacerebbe fare.

Non sono sicuro di quale sia la vostra pallina da tennis, ma sono certo che è collegata ai vostri punti di forza.

Ecco ora sapete. Forse sapevate già.

Ora, però, in conclusione, così per par condicio, vi devo esporre a tutte le perplessità del caso. Qundi se secondo il freak, quando avrai capito cosa sai fare bene e cosa vuoi fare non avrai perplessità, io devo enumerarti le deprecabili indecisioni sul tuo destino, il velo di Maya, Amleto e la vessata quaestio. E pure Bertrand Russell, che ha osato scrivere:

La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.

(strasicuri in inglese si scrive cocksure, per gli amanti della linguistica)

Ancora: l’Oracolo di Delphi e il “Conosci te stesso”, il mood del cool del problema dell’autostima.

Quindi Abbraccia Pavlov, amico mio e corri. Anzi sbava.

Manuel Righele – Un Coach a Vicenza

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