Puggia o poggia? Balumìna o balùmina?
Se la domanda vi sembra scema, figuratevi la risposta. Ma è un titolo-civetta, serve solo a spedirvi da un’altra parte
(m.r.) Se avete letto il mio post precedente (Scherza coi fanti ma lascia stare i regatanti) vi siete fatti un’idea di cosa vuol dire veleggiare con dei professionisti. Ora uno di questi professionisti tenta indegnamente di farmi credere che la loro era tutta una messinscena a mio beneficio. E usa le mie stesse armi: ironia e paradosso.
Morale: io mi sono divertito assai. Anche perché molte cose le ha imbroccate. Leggete e giudicate. http://www.velablog.com/?p=1196
Nella foto: sto già prendendo le terrificanti abitudini dei velisti, i temibili occhiali scuri che fanno tanto faccia da strnz. Perdonatemi.
Ah, io dico balumìna, i professionisti balùmina. Su ”Capriccio Prodiero”, la bibbia del velista moderno (edizioni Gütenberg, 1275 pagine, Odessa 1953) l’ammiraglio Piva sostiene che puggia e poggia sono intercambiabili, ma l’uso del secondo si predilige in caso di equipaggio svogliato e/o poco muscolare.
giugno 7th, 2008 - Posted in Chi non vela è un vile | | 7 commenti

on giugno 11th, 2008 at 9:04 AM
Ehi, il mMisto te le ha rese con i fiocchi, i controfiocchi e il pappafico!
ehm… per quanto riguarda le terrificanti abitudini dei velisti, tipo indossare perennemente occhiali scuri (pratica peraltro consigliata sia da GQ, Max e Fox come pratica acchiappafémmine, che dall’eminente associazione medici oculisti e occhialai riuniti come pratica salvarétina), come la mettiamo con il portasigarette sotto la manica?????
e a proposito, complimenti per la Tribord rosa… io di quel colore la trovo solo in taglie baby
aloha
on giugno 11th, 2008 at 9:19 AM
Ehi Matteo, questa non me la bevo mica!
“Capriccio Prodiero” …. edizioni Gutenberg (ho presente chi fosse!) con tanto di dieresi sopra la “u” …… 1275 pagine ….. edizioni Odessa ….. ammiraglio Piva ….
Troppi elementi di dubbio conio!
Non mi starai facendo “il verso” …..
saluti
skipper
on giugno 11th, 2008 at 9:54 AM
Capriccio Prodiero è il nome, secondo me bellissimo, che il mio carissimo amico Sandro Piva – infame velista ma grande umorista – ha coniato per una futuribile rivista di velisti farfalloni.
Di fronte a una sparata tra di noi usiamo dire: “Dove l’hai letta questa, su Capriccio Prodiero?”
on giugno 11th, 2008 at 10:51 AM
e allora complimenti anche all’ammiraglio Piva!
saluti
skipper
on giugno 12th, 2008 at 8:47 PM
[...] e mi perdoni il buon matteo rinaldi e il suo “Capriccio prodiero”, la bibbia del velista moderno, se non lo nomino nella biblioteca [...]
on giugno 18th, 2008 at 7:39 PM
HA HA HA!!! No dai!! Balumìna è tremendo!! Detto ciò, sulla nomenclatura da vela e sull’abbigliamento che tale magnifica attività comporta stenderei un caritatevole velo, occhiale a parte, ché con le cornee non si scherza.
on luglio 2nd, 2008 at 8:46 AM
Vada per l’occhiale scuro e la Tribord rosa… ma come la mettiamo con l’abbronzatura da velista che è spaventosamente simile a quella del muratore (fravcatore a sud del Garigliano) o peggio del camionista …con tutto il rispetto per le suddette categorie.